Alcol, vero o falso?

Facciamo chiarezza, tra mito e realtà

Conosciamo l’alcol come un forte fattore di aggregazione sociale. Da sempre, valorizza e rinforza le nostre cerimonie sociali, da quelle religiose, come ad esempio matrimoni e festività, a quelle atee, quali compleanni, uscite con gli amici. Dal punto di vista legale, l’Italia è un paese permissivo nei confronti di questa sostanza e tutti i giorni ne abbiamo la dimostrazione, tramite numerose pubblicità sui media che invitano al consumo. Inoltre, la maggior parte delle bevande alcoliche è facilmente accessibile, fisicamente ed economicamente. Tutto questo lo dobbiamo a fattori culturali, in quanto l’alcol è parte integrante della tradizione italiana da secoli, e ai forti interessi economici, che pesano sull’economia nazionale e che incidono su ogni politica di prevenzione.

Tuttavia, ad oggi in Italia circa 8 milioni di persone sono a rischio di complicanze mediche correlate all’alcol. I fattori coinvolti nell’insorgenza di un Disturbo da Uso di Sostanze (DUS) sono principalmente legati alla disponibilità della sostanza, alla presenza di uno stato di stress cronico, alle pressioni sociali e dei pari, alla condizione adolescenziale, al substrato culturale e alla vulnerabilità psicologica e alla genetica individuale. Un ulteriore elemento molto importante è la presenza di disturbi psichiatrici, anche in forma attenuata, quali disturbi dello spettro bipolare, disturbi d’ansia e il disturbo di personalità antisociale. Infatti, uno dei motivi dell’assunzione è proprio quello di ricercare, nell’utilizzo, una sorta di autoterapia, che possa alleviare lo stato di sofferenza. È importante menzionare, fra le varie modalità di assunzione della sostanza, il fenomeno del binge drinking (“abbuffate alcoliche”), ovvero bere grandi quantità di alcol in un breve lasso di tempo. Questo comportamento è molto diffuso tra i giovani (18-24 anni) in quanto viene praticato specialmente durante i momenti di socializzazione.

Quindi, sebbene la sua assunzione sia ormai una convenzione sociale e quindi ampiamente diffusa, non è detto che molte informazioni che ci vengono date a proposito siano vere. L’alcol, infatti, trascina con sé false credenze che continuano ad alimentare il grande calderone della disinformazione.

L’alcol è un alimento. VERO

L’alcol è una sostanza che deriva dalla fermentazione di zuccheri e le sue proprietà nutritive risiedono quasi esclusivamente nell’alcol etilico. Tuttavia, i suoi principi alimentari sono insufficienti per soddisfare il fabbisogno dell’organismo. Ha funzione energetica, ma impegna dal punto di vista calorico sovraccaricando il fegato, l’unico organo in grado di metabolizzarlo.

L’alcol migliora l’umore. FALSO

In genere, le persone si sentono più rilassate dopo l’assunzione di una piccola quantità di alcol, in quanto disinibisce gli stati ansiosi. Nonostante questo, consumarne in grandi quantità può rendere le persone tristi, oltre che creare danni all’organismo.

Il fatto che una persona beva molto e non sembri ubriaca è un buon segno. FALSO

Questo segnale indica che l’organismo si è abituato all’alcol, generando dipendenza e tolleranza: più alcol si assume, maggior alcol servirà per indurre nella persona gli stessi effetti.

Un bicchiere di alcol potrebbe aiutarmi ad affrontare meglio e sopportare i sintomi della mia malattia. FALSO

L’alcol può peggiorare notevolmente i sintomi della malattia mentale e, inoltre, interferisce con l’effetto della cura farmacologica che si sta assumendo. Oltre a ciò, l’alcol abbassa le difese immunitarie, quindi non ha effetti protettivi o terapeutici su sintomi di alcun genere.

L’alcol migliora la prestazione sessuale. FALSO

L’alcol genera una diminuzione della produzione del testosterone nell’uomo, del progesterone e degli estrogeni nella donna. Come scrisse Shakespeare, bere “…provoca il desiderio, ma toglie le prestazioni”.

Se si beve solo birra, o vino, non si avranno problemi con l’alcol. FALSO

Un bicchiere di superalcolici contiene circa la stessa quantità di alcol di 4 bicchieri di vino o 12 bicchieri di birra. La maggior parte delle persone sperimenta problemi con l’alcol proprio bevendo vino o birra.

Alcune persone possono bere molto e mantenere il controllo. FALSO

L’alcol provoca un aumento dei tempi di risposta e interferisce con il buonsenso. Molte persone non si rendono conto quando sono alterate dall’alcol e rischiano di fare incidenti stradali, avere rapporti sessuali non protetti, farsi coinvolgere o intraprendere azioni poco sicure, fino a compiere reati.

Gli uomini reggono l’alcol più delle donne. VERO

Rispetto alle donne, gli uomini producono maggiori quantità dell’enzima ADH (alcoldeidrogenasi), il principale enzima responsabile della metabolizzazione dell’alcol all’interno dell’organismo. Ecco perché, salvo qualche eccezione, le donne riescono a bere di meno.

Bere caffè aiuta a tornare sobri più velocemente. FALSO

Al corpo serve tempo per metabolizzare l’alcol e per eliminarlo. Nessun alimento, o bevanda, è in grado di accelerare questi processi, che dipendono, invece, dal peso, dall’età, dal sesso, dallo stato di salute della persona.

Bere aiuta a dormire meglio. FALSO

L’assunzione di alcol può indurre le persone ad addormentarsi, tuttavia, non si tratta di un riposo tranquillo. Coloro che hanno bevuto grandi quantità di alcol si svegliano con stanchezza e, spesso, cattivo umore.

L’alcol aumenta la forza muscolare. FALSO

Attenua la percezione soggettiva di fatica, ma favorisce la morte delle cellule che compongono i nostri muscoli.

L’alcol protegge dal freddo. FALSO

Diminuisce esclusivamente la percezione del freddo. L’alcol favorisce la dilatazione dei vasi sanguigni, determinando una maggiore dispersione del calore corporeo.

L’alcol ha proprietà digestive. VERO

Aumenta la secrezione salivare, gastrica, pancreatica, intestinale e biliare. Nonostante questo, assumere un digestivo dopo i pasti aumenta esageratamente la secrezione alterando l’assorbimento dei nutrienti, causando fermentazione e gonfiore.

BIBLIOGRAFIA
  • Gingerich S, Mueser KT, Boggian I. Training per le abilità di coping: una guida pratica. Roma: Giovanni Fioriti; 2019.
  • Vita A, Dell’Osso L, Mucci A. Vol. 1: Psichiatria clinica. Roma: Fioriti; 2018.