Riabilitazione Cognitiva e Metacognitiva
“La Riabilitazione Cognitiva è definita come il processo terapeutico che mira a migliorare la capacità individuale di processare ed utilizzare le informazioni in entrata e che permette di migliorare il funzionamento dell’individuo nella vita di tutti i giorni. Essa include sia metodi per allenare e ristabilire le funzioni cognitive, sia tecniche compensatorie” (Sohlberg & Mateer, 1989).
Cognitive Remediation Therapy (CRT)
La “Cognitive Remediation Therapy” (CRT), è una terapia psicologica che ha lo scopo di migliorare il funzionamento cognitivo in pazienti affetti da disturbi psichiatrici o altre patologie neurologiche e cerebrali (traumi cerebrali, ictus, sclerosi multipla). Essa non ha l’obiettivo di intervenire direttamente sul contenuto del pensiero, sulle convinzioni o sulle emozioni, ma promuove lo sviluppo di abilità cognitive di base, laddove esse sono deficitarie, al fine di migliorare i comportamenti sociali e le abilità di vita quotidiana.
I domini cognitivi coinvolti e interessati dalla CRT sono:
- Attenzione (selettiva, sostenuta, visiva precoce)
- Memoria (working memory e memoria a lungo termine)
- Pianificazione (Supervisory Attentional System e funzioni esecutive)
e sono affrontati attraverso tre gruppi di esercizi specifici (Cambio set cognitivo, Memoria e Pianificazione) che possono variare a seconda delle esigenze cliniche del paziente. Il percorso riabilitativo è infatti personale e personalizzato, sulla base anche di una valutazione neuropsicologica che individui le aree maggiormente deficitarie.
Questo tipo di trattamento è altamente specifico e strutturato, prevede sessioni a cadenza periodica ravvicinate e compiti da svolgere tra una sessione e l’altra da parte del paziente. Per questo motivo, nel contesto privato, raramente si può impostare un tipo di percorso del genere, preferendo, invece, singoli moduli o anche solo alcuni tipi di esercizi carta-matita.
Metacognitive Training (MCT)
Il “Metacognitive Training” (MCT) si basa sull’assunto che “la valutazione soggettiva del proprio funzionamento cognitivo ed il relativo controllo, cioè la modalità con cui il proprio comportamento viene guidato da tale valutazione, sono aspetti fondamentali necessari per fornire adeguata performance nel mondo reale”.
Questo modello, elaborato da Moritz e coll. 2007, è un intervento cognitivo comportamentale che consta di otto moduli incentrati su comuni errori cognitivi e le tendenze nella risoluzione dei problemi nella schizofrenia. Tali errori e tendenze, presi singolarmente o abbinati, possono culminare nell’instaurarsi di false credenze fino al punto di diventare deliri (Freeman, 2007; Moritz & Woodward, 2007). Le sessioni sono volte a sensibilizzare il paziente su tali distorsioni e indurlo a riflettere criticamente, integrare e cambiare il suo abituale repertorio di risoluzione dei problemi.
Il MCT può adattarsi, in forme diverse, a molti tipi di patologia, tra cui, in primis, le psicosi, poi anche il Disturbo Borderline di Personalità, la Depressione Maggiore, il Disturbo Ossessivo Compulsivo, il Disturbo Bipolare, ecc..
Anche questo tipo di trattamento, come la CRT, può essere scomposto in moduli e utilizzato tutto o solo in parte. Infatti, pur rimanendo nel campo dell’Evidence Based, il Tecnico della Riabilitazione Psichiatrica può e deve adattare le attività e le tecniche al percorso del paziente.
«Il Tecnico della riabilitazione psichiatrica può mettere in atto, sotto la propria responsabilità, pratiche non convenzionali, nel rispetto della sicurezza della persona assistita e del decoro e della dignità della professione, senza mai sottrarre la persona a trattamenti specifici e scientificamente consolidati; in questi casi richiede sempre alla persona assistita o alla persona di riferimento, in qualità di legale rappresentante, l’espressione di specifico consenso […]» Art.57 Codice Deontologico TeRP, 2024