Fino a circa un decennio fa la maggior parte degli studi si concentrava sulla relazione familiare disfunzionale, come ad esempio quella caratterizzata da abuso e/o maltrattamenti, oggi invece si è arrivati ad identificare come origine o causa di eventuale problematicità le dinamiche relazionali intrafamiliari e la qualità delle forme organizzative interne al sistema famiglia. Negli ultimi anni si è quindi consolidato un tipo di approccio centrato sulle risorse esistenti nel genitore e nel suo ambiente sociale, pertanto gli interventi di supporto alla genitorialità che propongo, quando essi riguardano la prospettiva generale di accompagnare alla responsabilità, alla riflessività, alla consapevolezza (Zambianchi, 2012), consentono al paziente-genitore di:
- Avere la possibilità di esprimersi e di accrescere la propria consapevolezza attraverso l’analisi delle modalità d’azione
- Trovare uno spazio di accoglienza e accettazione incondizionata nel proprio “essere persona” ancor prima che genitore
- Attivare nuove modalità di problem solving
- Diversificare le strategie educative sulla base delle esigenze del bambino e delle funzioni genitoriali individuate da Visentini (protettiva, affettiva, regolativa, normativa, predittiva, significante, rappresentativa e comunicativa, triadica)
- Individuare strumenti per migliorare la capacità comunicativa all’interno del proprio nucleo familiare
- Potenziare la propria capacità empatica e di gestione delle emozioni.
L’assunto di base è che la competenza genitoriale, intesa come funzione dell’individuo adulto, può essere appresa e sostenuta e va considerata intrinseca al contesto in cui viene praticata, alle relazioni con il partner, con la famiglia d’origine e con la rete di supporto sociale. La finalità ultima di tali modelli di intervento è di sostenere una genitorialità riflessiva, fornendo ai genitori l’occasione di mettersi in discussione attraverso il ripensamento critico delle proprie esperienze e dei propri vissuti in modo da intraprendere consapevolmente la strada verso un’autentica “adultità”, ovvero una propria “competenza autobiografica” (Demetrio, 2005), grazie alla quale gestire responsabilmente il proprio percorso di vita ed esprimere al meglio le proprie risorse personali, avendo come obiettivo funzionale quello di condurre l’altro, cioè il proprio figlio, ad esprimere le medesime potenzialità (empowerment).